Questo post potrà sembrare un po’ palloso, ma la Storia richiede pazienza. Come dico sempre a Chiara: “Le scienze sono importanti perché spiegano il come. Ma la storia è fondamentale visto che ci aiuta a capire il perché“. Allora iniziamo.

Nel 1914 il lento processo per l’Home Rule (una sorta di “devolution”) si arrestò a causa della guerra. Durante il conflitto 150mila irlandesi divennero “carne da cannone”, al servizio di sua Maestà, sulla Somme e nel resto del continente. Un po’ come i giovani dell’ANZAC, sradicati dall’Oceania, per finire in quell’inutile operazione di macelleria che fu la Campagna di Gallipoli (per la quale non “tributeremo” mai abbastanza il primo Lord dell’Ammiragliato: Winston Churchill). Ovviamente qui con “Gallipoli” mi riferisco alla Turchia e non al Salento. I pugliesi, che avranno pure qualche difetto, erano comunque in pace con l’Impero Britannico.

Sta di fatto che nel 1916 gli irlandesi, con un aiutino (in realtà non pervenuto) da parte del Kaiser, si sollevarono in quella che verrà definita Easter Rising (insurrezione di Pasqua). Per chi avesse visto il film sono le scene di apertura di “Michael Collins”, prima che Liam Neeson si innamori (inspiegabilmente) di quell’ostrica di Julia Roberts.

L’insurrezione di Pasqua fu un fallimento. Ma su quel “trionfale insuccesso” vennero gettate le basi per la nuova lotta di indipendenza. L’epilogo cruento dell’Easter Rising si svolse al General Post Office (HQ degli insorti), quello che abbiamo visitato oggi.

E qui inizia la melodrammatica vicenda del mio esame di Storia Contemporanea.
La scena: il professor Pombeni (autore del mio Manuale di Storia dei Partiti) sta di fronte a me. Allo scritto ho preso, miracolosamente, un 28. Ora mi sta interrogando e vede che “zoppico”. La sua ultima domanda: “Mi parli della Democrazia Cristiana”. E io attacco con Don Sturzo e De Gasperi. Il prof. mi ferma e chiarisce “per Democrazia Crisitana intendo il movimento fondato nel ‘800 da Romolo Murri”. E io penso “Ma sto sfigato di Murri, in epoca di Non Expedit, non aveva altro da fare?” Murri, come diremmo oggi, aveva la pattumiera al posto del cuore!. E allora improvviso delle mie pindariche interpretazioni del “Murri pensiero”.

Pombeni scuote la testa e sentenzia: “Lei allo scritto ha copiato”. Io mi dispero, giuro che non ho copiato, chiedo una domanda di riserva. A quel punto la svolta, lui dice “Mi parli allora dell’indipendenza irlandese”.
Non ricordo cosa ho provato in quel momento, devo essere stato “carico” come Cristiano Ronaldo, al 97esimo, sul dischetto del rigore. E vado a ruota libera dalla Home Rule, all’Easter Rising, fino alla guerra civile. Nell’Olimpo Gaelico sono tutti con me: Collins, De Valera, Connolly (e c’è anche sir Roger Casement, impiccato perché filo-irlandese e diffamato come pervertito/omosessuale che, come aggravante, non guasta mai).

Alla fine confermo il mio 28. Da quel giorno sono devoto alla Repubblica d’Irlanda.

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Categorie: Dublino 2018

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