Ok, siamo venuti a Belfast per vedere un museo stratosferico: il Titanic Belfast.

Ma un sassolino dalla scarpa me lo devo levare. Bravi Cameron, Di Caprio e Winslet che avete raccontato una storia intensa e drammatica.
Ma la storia, mai narrata, del Cunard R.M.S. Lusitania è 100 volte più intensa, drammatica, affascinante, intrigante e misteriosa di quella barca della White Star.
Il ruolo dei servizi segreti tedeschi, il mistero sul manifesto di carico e il trasporto illegale di nitrocotone, il mistero sulla seconda esplosione (ancora senza spiegazione dopo 103 anni), l’immatricolazione come “incrociatore ausiliario”, il ruolo ambiguo dell’Ammiragliato e del giovanissimo Winston Churchill…

Alla luce di tutto questo è evidente che la storia del “levriero dei mari” (RMS Lusitania) dovrebbe essere il vero colossal da sbancare i botteghini. Peccato che nessun produttore di Hollywood abbia ancora ricevuto il mio numero di telefono. Me ne farò una ragione e rinuncerò alla carriera da sceneggiatore.

Detto questo, tanto di cappello al Titanic Belfast: un museo coi fiocchi. All’interno c’è addirittura una “giostra tipo Gardaland” che ti porta sul cantiere navale ricostruito. Da restare a bocca aperta.

Unica nota stonata il tassista che alla frase “we’re from Italy” ha risposto (con ampio sorriso): “Pizza!”

E il nostro orgoglio padano, all’aroma di “polenta e cassoeula”, va a farsi benedire!

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Categorie: Dublino 2018

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