Se in questa vacanza c’è una delusione , si fa per dire, è il fatto di aver tradito Paolo Rumiz. Avevo portato questo libro da leggere ma non sono riuscito a finire una pagina. Magari mi tengo il libro per quest’estate a Isola Santa (che non è un’isola, comunque).
Lo scorso anno, mentre preparavamo le valigie per lasciare Dublino, iniziavamo già a fantasticare sul 2019. Ora, essendo arrivato l’ultimo giorno di vacanza, siamo autorizzati a fantasticare sul 2020 (Mastercard permettendo). Abbiamo tante idee nella testa: Islanda, Svalbard (su queste non c’è l’unanimità), Lisbona (sulle orme di Fernando Pessoa), Parigi (sulle orme di EuroDisney).
Ma da qualche tempo, forse per l’influsso di Rumiz, ha iniziato a girare nella testa l’idea della bi-vacanza Sarajevo-Mostar. Siamo quasi alla vigilia della dissoluzione jugoslava, quasi al trentesimo anniversario di quella catastrofe europea che fu la guerra nei balcani. Non sarà sicuramente una vacanza “godereccia” come questa che termina. Però è una cosa che dobbiamo fare, prima o poi.

Sarà una bella sfida tra Lisbona-Porto e Sarajevo-Mostar.
Lo so, devo sentire il parere di Chiara. Ma per lei basta che ci sia un posto per fare shopping e quella diventa una vacanza.


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