Oggi abbiamo finalmente assaggiato il WienerBrod, uno dei dolci tipici danesi. Quello che avevo provato a fare qualche settimana fa.
A prima vista sembra strano, e in effetti è assurdo, che il dolce tipico danese si chiami “Pane di Vienna”. Ma a tutto (o quasi) c’è una spiegazione. E il nome WienerBrod deriva dalle lotte “sindacali” del XIX secolo.

E’ il 1850 e, in tutta l’Europa, risuonano ancora gli echi di quella rivoluzione mancata che fu il ’48. Sul trono è appena salito Federico VII e la Danimarca è impegnata nella “Prima guerra dello Schleswig”: si, proprio quel posto impronunciabile che sta sopra la Germania. In quei mesi è appena stata concessa una Costituzione che, come in tante altre nazioni del continente, ha posto fine all’assolutismo.

Tuttavia le condizioni dei lavoratori, nel bel mezzo della rivoluzione industriale, restano degradanti. A Copenaghen i panettieri sono sfruttati al pari di tante altre categorie. Ai lavoratori dei forni danesi non è concesso nemmeno un salario: sono ricompensati con vitto e alloggio. A questo punto: SCIOPERO! I fornai incrociano le braccia.

Per Federico VII un bel problema. Ma il sovrano, che evidentemente non può lasciare i suoi sudditi senza “carboidrati”, apre le porte ai panettieri da tutto il continente. Ed è così che, un secolo prima della Sentenza Bosman, decine di fornai da tutta l’Europa, in particolare dall’Austria, sbarcano in Danimarca. Ed è qui che diffondono le loro ricette a base di pasta sfoglia tra le quali appunto il prelibato WienerBrod.


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