Video Democracy

videocamera

Dal 14 aprile 2010 è in corso la sperimentazione della video registrazione dei consigli comunali di Porto Mantovano. Si tratta di un progetto che ho curato e coordinato personalmente. Ci sono voluti parecchi mesi ma, alla luce dei primi risultati, sembra che sia valsa la pena.

La scorsa estate il consiglio comunale aveva approvato una mozione nella quale si invitava l’amministrazione a provvedere alla videoregistrazione delle sedute consiliari. Nel mese di settembre 2009 il consiglio comunale aveva approvato un nuovo regolamento che prevedeva la possibilità di registrare i consigli comunali e di trasmetterli online.

Da quel momento ho iniziato ad occuparmi personalmente di questo progetto. A cavallo tra il 2009 e il 2010 abbiamo valutato diverse offerte: alcune di queste proposte mostravano limiti di natura tecnica mentre altre erano eccessivamente onerose.
In effetti ci siamo subito resi conto che non sono molti i comuni capaci di fornire questo servizio con un adeguato rapporto qualità/costi. Diversi comuni hanno optato per soluzioni economiche, con uno scarso livello di qualità video. Ci sono altri comuni che hanno realizzato sistemi costosissimi che poi non riescono nemmeno ad utilizzare.

Noi, fin dall’inizio, ci siamo dati l’obiettivo di implementare un sistema che fosse:
1) facile da utilizzare per gli operatori che devono effettuare le registrazioni;
2) fruibile dal maggior numero di utenti online;
3) non esageratamente costoso.

Alla fine abbiamo optato per una soluzione tecnica che, con una spesa contenuta (circa 2.000 euro), consente di registrare, in modo semplice ed immediato, le sedute del consiglio. La soluzione adottata costituisce, allo stesso tempo, anche un vero potenziamento multimediale della sala civica “E. Berlinguer”. Con le attrezzature installate sarà ora possibile anche utilizzare il maxi schermo della sala civica di Bancole per proiettare filmati da supporti DVD e VHS. Al momento questa possibilità è riservata all’amministrazione comunale. Per il futuro stiamo valutando le possibili soluzioni per consentire a tutti di usufruire di queste nuove strumentazioni.

Ma torniamo al consiglio comunale.

I video delle sedute consiliari registrate vengono immediatamente salvati su una penna USB che il giorno seguente viene utilizzata, dai nostri uffici, per caricare la registrazione sul nuovo sito del comune. Quest’ultimo passaggio sarà possibile quando il nuovo sito verrà pubblicato (fra pochi giorni, entro la fine di aprile 2010).

Per quanto riguarda la registrazione dell’audio abbiamo scelto, per il momento, di affidarci all’impianto già esistente (dopo un’opportuna messa a punto). Questa soluzione ci ha consentito di contenere i costi e comunque, in futuro, l’amministrazione potrà valutare un possibile intervento per migliorare la parte audio.

 

De Gasperi e le primarie

L’on. Casini è una persona intelligente e stimata. Quando però dice una baggianata bisogna per forza tirargli le orecchie. Il leader dell’UDC mette in dubbio lo strumento delle primarie le quali, a suo dire, alimenterebbero “un’idea della politica populistica e plebiscitaria”. Casini prosegue e, sulla stampa del 27 gennaio, pone il seguente interrogativo: “Se ci fossero state le primarie, siamo sicuri che De Gasperi avrebbe presieduto il primo Governo repubblicano?”. La risposta è immediata: no, non possiamo esserne sicuri.

Però, d’altra parte, senza il referendum del 2 giugno 1946, altra consultazione che molti italiani considerarono populistica, plebiscitaria e giuridicamente illegittima, l’on. De Gasperi avrebbe dovuto giurare davanti a Umberto II di Savoia. E questa sarebbe stata, per tutti noi, una bella sciagura.

L’ex presidente della Camera insiste sostenendo che “le primarie non sempre selezionano il migliore”. E’ sicuramente vero. Poniamoci però una domanda: chi dovrebbe individuare i migliori? Chi dovrebbe selezionare i nuovi quadri dirigenti della vita pubblica? Dovrebbe farlo forse questa “casta” politica? Negli ultimi anni questa classe dirigente è stata solo capace di riempire la politica di condannati, corrotti, corruttori e puttanieri.

Il problema del “chi dovrebbe scegliere i migliori”, ovvero le élites dirigenti, è un problema centrale per la politica. Tanti anni fa lo facevano i partiti che, nella tanto vituperata “prima repubblica”, erano una vera scuola di politica. Oggi il sistema dei partiti, complice una legge elettorale degna del Gran Consiglio del Fascismo, è un simulacro autoreferenziale capace di selezionare solo i “peggiori”. Al Parlamento vengono infatti designate non le teste più eccelse ma quelle più fedeli (proprio come faceva il pelato originale, quello del ventennio). In questo quadro l’unica ventata di aria quantomeno respirabile è rappresentata dalle primarie. Al Partito Democratico, comunque la si pensi, va riconosciuto il coraggio di provare ad innovare, grazie alle primarie, lo stagnante quadro politico italiano. Anche al costo di mettere in discussione, come in Puglia, la propria leadership. L’unico neo che possiamo rimproverare a molti dirigenti democratici è quello di non aver metabolizzato, fino in fondo, l’innovazione delle primarie. Qualcuno, a partire dal “compagno Massimo”, ha pensato di subordinare le primarie ai vecchi tatticismi e ai logori apparati della burokratija di partito (ormai ultimo residuato dell’ex PCI). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il trionfo della sovranità popolare pugliese.

Quindi ben vengano da chiunque le critiche allo strumento delle primarie. Prima di aprire bocca però si dovrebbe avere, quantomeno, il coraggio di mettersi in gioco sottoponendo la propria leadership al giudizio di un’elezione primaria.

 

Hai le orecchie? Paga una tassa!

Hai due orecchie? Allora devi pagare una tassa! Non è ancora realtà, ma presto ci arriveremo.
L’organo deputato alla percezione dei suoni infatti, consentendo a ciascuno di memorizzare canzoni e ritornelli, potrebbe ledere i profitti di editori ed autori. L’unica alternativa, per compiacere i “baroni” della SIAE, potrebbe essere quella di mozzarci le orecchie.SheriffNottingham
Però non ditelo troppo in giro, il ministro Sandro Bondi potrebbe prendervi sul serio. E’ stato proprio il ministro alla cultura, novello sceriffo di Notthingam, a firmare il decreto con il quale viene esteso l’equo compenso. Così il “governo delle libertà” e i politicanti del “meno tasse per tutti” si sono inventati il nuovo balzello. (Ohps! dovrò pagare la Disney per aver utilizzato questa immagine dal cartone animato “Robin Hood”

La tassa, che già gravava su CD e DVD vergini, ora colpisce anche il cellulare che, in base alla nuova normativa, diventa un pericoloso strumento atto alla riproduzione di canzoni e film protetti dal “diritto d’autore”. E io che lo usavo per telefonare, sono proprio un pirla!

incorporato da Embedded Video

 

Per saperne di più:

http://punto-informatico.it/2777947/PI/News/altroconsumo-no-all-equo-compenso-sui-cellulari.aspx

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830

 

Intervento Consiglio Comunale 23/12/2009

Consiglio comunale 23/12/2009

OGGETTO: Risposta alla “Interpellanza Riprese audio-video e trasmissione delle sedute consiliari presentata dai consiglieri Lega Nord Campari e Luppi.

Ringrazio i consiglieri comunali Luppi e Campari che ci consentono, con la loro interpellanza, di informare il consiglio comunale in merito alla questione della videoregistrazione e della trasmissione delle sedute.

Il gruppo Porto Insieme, in un’ottica di massima trasparenza e maggiore coinvolgimento dei cittadini, ha fortemente voluto la registrazione e la trasmissione delle sedute consiliari. Lo testimoniano il nostro programma elettorale, la mozione votata il 30 giugno 2009 e il testo del nuovo regolamento del consiglio comunale.

Il nuovo regolamento, entrato in vigore a metà ottobre, disciplina, all’art. 24, “il servizio di ripresa audio-video e trasmissione televisiva o a mezzo web delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale“. Ad oggi, tuttavia, non è ancora stata data piena attuazione a quanto previsto dal regolamento per due semplici motivi.

Il primo motivo di questo ritardo è legato alla necessità di effettuare, dal punto di vista tecnico, le necessarie valutazioni per individuare un sistema adatto. Nel corso delle ultime settimane, dall’entrata in vigore nel nuovo regolamento fino ad oggi, abbiamo preso in considerazione diversi sistemi già adottati da altri comuni. Le soluzioni che abbiamo valutato sono le più disparate, si va dai sistemi più economici, che però si caratterizzano per una scarsa qualità audio/video, a sistemi molto più complessi, che però necessitano di personale e strutture delle quali il comune di Porto Mantovano non dispone.

Il principale criterio che abbiamo adottato per questa ricerca è stato quello della semplicità di utilizzo. Questo perché un sistema troppo complesso rischierebbe di restare inutilizzato. Lunedì 14 dicembre abbiamo incontrato una ditta che realizza sistemi per la registrazione/trasmissione online. Attualmente stiamo valutando la loro offerta che ci è pervenuta Lunedì 21 dicembre.

Il secondo motivo che ha rallentato l’implementazione di questo sistema è legato all’intenzione di ripensare il sito del comune. Dalla scorsa estate l’amministrazione comunale ha avviato un percorso che porterà, indicativamente all’inizio del 2010, al rifacimento del sito del comune. Prima di effettuare scelte vincolanti per la trasmissione online delle sedute, abbiamo dovuto attendere gli sviluppi di questo lavoro sul sito del comune. Sarebbe stato assurdo infatti spendere soldi per pubblicare le riprese del consiglio comunale sul sito attuale se, entro breve, esso sarà sostituito da uno nuovo.

Dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, in virtù di quanto previsto dall’Art. 24, è stato autorizzato ad effettuare le riprese il sig. Agron Kozeli. L’autorizzazione è stata concessa prima dal Sindaco e poi, dopo la sua elezione, dal Presidente del consiglio comunale. Ad oggi, per concludere la risposta all’interpellanza, non sono stati affissi cartelli indicanti l’effettuazione delle riprese perché, come ho appena chiarito, non sono state effettuate le riprese ufficiali da parte dell’amministrazione comunale. Per essere più precisi dobbiamo ricordare che il regolamento non prevede l’affissione di cartelli ma, molto più genericamente, un avvertimento da parte del presidente dell’assemblea.

Andrea Piazza
Consigliere delegato all’informatizzazione e all’innovazione dell’ente

 

Viviamo la nostra fede

LETTERA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA
(pubblicata parzialmente Domenica 6 dicembre 2009)

Viviamo la nostra fede, come pensiamo succeda a molti altri
credenti, tra mille difficoltà, affrontando dubbi a volte angoscianti e
portando il peso degli errori e delle personali incoerenze.
Poi arrivano schiere di “atei devoti” che ci vogliono imporre i
simboli della nostra fede, ovviamente riciclati a loro uso e consumo.

Ad essere minacciata oggi non è solo la laicità dello Stato, quanto, e
forse anche molto di più, il senso che i cristiani ripongono nella propria
fede.
Se il crocifisso viene ridotto al rango di un simbolo delle tradizione italico-padana, come i tortelli di zucca e il capunsel, allora per noi diventa solo un pezzo di legno che non rappresenta più niente.
D’altra parte la civiltà europea affonda le proprie radici anche nel diritto
romano. A qualcuno è forse venuto in mente di esporre in tutte le scuole la
scritta S.P.Q.R.? E ancora, la modernità è nata sulle basi gettate
dall’illuminismo e dalla riforma protestante, però a nessuno verrebbe in mente di esporre il ritratto di Voltaire e di Lutero.
Ogni cosa, ogni parola e ogni simbolo ha un preciso significato che
va rispettato per quello che è. D’altra parte questo è il senso stesso
delle parole “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di
Dio”.

Sono tante le cose che potremmo scrivere ancora ma lasciamo la parola a
un testo di un parroco italiano, su cui abbiamo potuto riflettere: “L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo:
è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti  che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza. Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore
ad una invadenza superficiale esteriore. Una croce ridotta a simbolo
culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di
svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici
diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo
equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire
divide e che invece di proporsi si impone.”

Andrea Piazza
Gianfranco Bettoni
Anna Maria Bonora
Corrado Giamboni
Anna Culpo
Chiara Vernizzi
Franco Masenelli
Edgardo Buoli
Giuseppe Bonora