ottobre, 2009

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L’amministrazione incontra i cittadini, Gio. 29 Ottobre a Soave

martedì, ottobre 27th, 2009

Segnalo, dal sito del Comune di Porto Mantovano, la seguente iniziativa:

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Porto Mantovano ricorda Peppino Impastato

martedì, ottobre 20th, 2009

Mercoledì 14 ottobre 2009

Il consiglio comunale di Porto Mantovano ha approvato la mozione per la dedicazione di una via o di un edificio alla memoria di Peppino Impastato. La mozione è stata integrata, su proposta del consigliere comunale Franco Masenelli, con la richiesta di piantare, all’ingresso di Porto Mantovano, un ulivo in ricordo del martire siciliano.

Questo è il testo del mio intervento in consiglio comunale:

Abbiamo tutti idee diverse, culture diverse, eppure siamo impegnati ognuno a suo modo, ad escludere cose mediocri per fare spazio a quelle grandi. Ecco, io credo che la mediocrità sia il nostro grande avversario in questo momento, io credo che sia un mondo che ci porta tutto sommato ad amare la mediocrità, perché ci toglie l’idea che possiamo fare cose importanti.” (Aldo Moro)

Per introdurre la mia mozione ho scelto queste parole di Aldo Moro il cui destino è tragicamente legato a quello di Peppino Impastato. La notte del 9 maggio 1978, quella dell’omicidio Impastato, è, per un sciagurata coincidenza, la stessa del ritrovamento, in via Caetani, del cadavere di Aldo Moro.

Ho scelto queste parole anche perché, dopo oltre 30 anni, esse sono ancora estremamente attuali. Quanta mediocrità c’è nella politica di oggi! Mediocrità, indifferenza, superficialità, affievolimento della memoria storica… sono tutti sintomi ampiamente diffusi nella politica del nostro paese e, più in generale, nella società italiana. Sono sintomi che possiamo ritrovare anche nei fatti avvenuti, recentemente, a Ponteranica (BG). (nella rimozione della targa a Peppino Impastato e, ancor di più, nell’atto vandalico con il quale è stato divelto l’ulivo dedicato al martire siciliano).

Ebbene, quando la politica scivola verso la mediocrità e lascia affievolire la memoria allora la mafia può facilmente guadagnare terreno. La lotta alla mafia non è infatti una questione che si può semplicemente delegare alla magistratura e alle forze dell’ordine. La lotta alla mafia è innanzitutto una questione culturale, la criminalità organizzata si deve combatte in primo luogo coltivando la “cultura della legalità”. E il primo strumento per far crescere questa cultura della legalità è proprio nell’esempio di tutti quelli che rifiutano la mentalità mafiosa e combattono, ho hanno combattuto pagando un caro prezzo, contro le logiche mafiose. La cultura della legalità per propagarsi necessita di essere corroborata della memoria dei Peppino Impastato, dei Don Puglisi, dei Pio La Torre, dei Dalla Chiesa, dei Falcone e Borsellino… di tutti coloro che hanno pagato con la vita per il loro esempio. 

Per questo motivo ritengo molto importante quello che sta accadendo, in tanti comuni italiani, dove sono state presentate mozioni per ricordare, con intitolazioni di vie/edifici e con manifestazioni pubbliche, il sacrificio di Peppino Impastato. Non significa solo ricordare fatti del nostro passato, come in un fiacco rituale, ma si tratta soprattutto di far crescere nel nostro paese una cultura della legalità.

Andrea Piazza
Consigliere Comunale – Lista Civica Porto Insieme

Porto, la maggioranza propone di intitolare una via a Giuseppe Impastato

lunedì, ottobre 12th, 2009

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dalla Gazzetta di Mantova, sabato 10 ottobre 2009

Porto, la maggioranza propone di intitolare una via a Giuseppe Impastato
La richiesta sarà presentata in consiglio comunale PORTO.

Intitolare a Giuseppe Impastato (Peppino) una via o un edificio pubblico, attraverso una cerimonia ufficiale, al fine di tributare il giusto onore al coraggio ed all’impegno civile del giovane di Cinisi (Palermo). Lo proporrà nel consiglio comunale di mercoledì, tramite apposita mozione, il consigliere di maggioranza, Andrea Piazza, delegato all’Innovazione ed Informatizzazione dell’ente. Al sindaco Salvarani ed alla giunta verrà chiesto di valutare la possibilità di aderire all’Associazione «Avviso Pubblico-Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie», per fare entrare anche Porto nella rete delle istituzioni che promuovono attivamente iniziative di sensibilizzazione, informazione ed educazione alla legalità. La cerimonia dovrebbe quindi avere luogo tramite forma ufficiale e prevedere la proiezione del film «I Cento Passi» di Marco Tullio Giordana, commemorando gli altri martiri delle resistenza antimafiosa in Sicilia. Impastato, giornalista trentenne, fondatore dell’emittente radiofonica Libera Radio Aut, venne assassinato dalla mafia a Cinisi il 9 maggio del 1978, a seguito della costante azione di denuncia politica e giornalistica contro i traffici criminosi. Una testimonianza di ideali di giustizia sociale, che si intende tramandare ai giovani del territorio. «Valori che non devono essere affermati solo nel Sud del Paese». (g.s.)

La memoria contro la mafia

venerdì, ottobre 9th, 2009

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Mercoledì 14 ottobre 2009, alle 20:45 presso la sala civica di Bancole,  il consiglio comunale di Porto Mantovano discuterà la mia mozione per ricordare il sacrificio di Peppino Impastato e contribuire, in questo modo, alla lotta contro la mafia.

Clicca qui per leggere il testo della mozione.

Clicca qui per leggere l’ordine del giorno del consiglio comunale.

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La politica dialoghi con la società

lunedì, ottobre 5th, 2009

Dalla Gazzetta di Mantova di Domenica 4 ottobre 2009:

«La  politica dialoghi con la società»
Il dibattito sull’impegno civile organizzato da Vivere Porto

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Interrogarsi sul rapporto tra società politica e vita civile, per cercare di
capire se e come può essere possibile, nel 2009, avere una classe politica che si mette in relazione con la società. Di questo si è parlato venerdì sera a
Bancole, nel corso di un incontro organizzato dall´associazione Vivere Porto: relatori Luca Nicolini, presidente del Festivaletteratura, e Adelelmo Lodi Rizzini, consulente di egoverment. Proprio quest´ultimo ha aperto le danze passando in rassegna i cardini della propria esperienza politica dal `68 ad oggi: un viaggio partito riflettendo sulla grande fabbrica, espressione di una società in cui si sviluppa capacità di orientamento e condivisione in grado di fornire solidità etica alla democrazia. Finita la fabbrica, è necessario cambiare i riferimenti: è ora di pensare nell´ottica di ricerca di un bene comune, anche se, secondo Lodi Rizzini, in Italia questo passaggio è stato reso difficile dalla continua ingerenza ecclesiastica. Cosa rimane allora? La partecipazione dei cittadini al processo di governance sembra essere l´unica risposta. Nicolini continua l´argomentazione portando due esempi personali: il primo deriva dalla figura del padre, noto esponente della Dc, che «ci insegnava a dialogare e ad avere sempre il tarlo del dubbio, impedendoci così di adagiarci sulle nostre piccole certezze». Un tarlo che oggi manca, riflette il presidente del Festval, poiché «assistiamo alla politica dei valori urlati pubblicamente e poi privatamente calpestati». «Dall´esperienza del festival ho capito – spiega Nicolini – che per fare le cose è necessario il confronto. Ma anche l´accettazione delle decisioni»: si può ottenere il cambiamento, insomma,  solo creando regole condivise. Esempio dunque, ma con la coerenza. La speranza  è che anche la politica impari a mettersi in dialogo, ad aprirsi alla società:  la presenza all´incontro del sindaco di Porto e della giunta è forse il segno che il cambiamento è ancora possibile. (v.b.)