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		<title>Raccolta differenziata cittadini più che informati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA SULLA GAZZETTA DI MANTOVA DEL 31/08/10
Mi spiace apprendere, dalla lettera pubblicata il 28/8, che i signori Claudio Freddi, Paolo Rei e Andrea Gasparini abbiano «subito» la scelta della raccolta domiciliare dei rifiuti. Però, se non avessero voluto «subire» questa decisione, avrebbero potuto partecipare, in modo attivo e propositivo, agli incontri pubblici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="testata_gazzetta" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2009/09/testata_gazzetta.jpg" alt="testata_gazzetta" width="200" height="30" /></p>
<p><strong>LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA SULLA GAZZETTA DI MANTOVA DEL 31/08/10</strong></p>
<p>Mi spiace apprendere, dalla lettera pubblicata il 28/8, che i signori Claudio Freddi, Paolo Rei e Andrea Gasparini abbiano «subito» la scelta della raccolta domiciliare dei rifiuti. Però, se non avessero voluto «subire» questa decisione, avrebbero potuto partecipare, in modo attivo e propositivo, agli incontri pubblici organizzati dal Comune la scorsa primavera. Tali incontri, che hanno visto la partecipazione di parecchi cittadini, sono stati pubblicizzati sul notiziario InformaPorto, sulla stampa locale e in tutte le bacheche del Comune. Non era un mistero il fatto che l’amministrazione, già da alcuni mesi, stesse valutando la raccolta porta a porta.  Per carità, la disinformazione dei signori Freddi, Rei e Gasparini può anche essere dovuta a una nostra mancanza nella comunicazione. Noi pensiamo di aver fatto tutto il possibile per pubblicizzare gli incontri di fine aprile. In futuro cercheremo di fare ancora di più. Su una cosa però non si può tacere. I firmatari della lettera citano fantomatiche «malelingue» secondo cui, agli incontri della scorsa primavera, sarebbero stati invitati solo i nostri sostenitori. Non si capisce come avremmo potuto effettuare questa selezione visto che l’invito era comparso, il 24/4, sulla Gazzetta. Se esistono anonime «malelingue» che sostengono questo allora potrebbero esistere anche altre «malelingue» che mettono in dubbio il fatto che Freddi, Rei e Gasparini, come loro scrivono, siano cittadini «non schierati politicamente».</p>
<p><strong>Andrea Piazza<br />
Consigliere Comunale Porto Insieme</strong></p>
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		<title>I numeri del sottopasso</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 12:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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LETTERA INVIATA ALLA GAZZETTA DI MANTOVA IL 10/08/2010
NON PUBBLICATA
Ci risiamo: il consigliere Voi torna alla carica e sbandiera, sulle pagine di questo giornale, il costo presunto del sottopasso alla stazione di S. Antonio. 5 milioni di euro: a tanto ammonterebbe, secondo il capogruppo di Porto Sicura, il costo dell&#8217;opera. Ma questa cifra da dove salta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="testata_gazzetta" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2009/09/testata_gazzetta.jpg" alt="testata_gazzetta" width="200" height="30" /></p>
<p><strong>LETTERA INVIATA ALLA GAZZETTA DI MANTOVA IL 10/08/2010<br />
NON PUBBLICATA</strong></p>
<p>Ci risiamo: il consigliere Voi torna alla carica e sbandiera, sulle pagine di questo giornale, il costo presunto del sottopasso alla stazione di S. Antonio. 5 milioni di euro: a tanto ammonterebbe, secondo il capogruppo di Porto Sicura, il costo dell&#8217;opera. Ma questa cifra da dove salta fuori? Forse da elucubrazioni oniriche?<br />
L&#8217;amministrazione comunale, predisponendo il piano delle opere pubbliche, ha dovuto ovviamente definire una cifra indicativa per il sottopasso (2 milioni di euro, ovvero meno della metà della cifra sparata da Voi). Tuttavia, come ho già detto nel consiglio comunale del 14 aprile scorso, nessuno può conoscere, allo stato attuale, il vero costo di una simile opera. E lo studio di fattibilità che andremo a commissionare ci potrà aiutate, in quest&#8217;ottica, a chiarire le idee circa le problematiche tecniche e i costi per le relative soluzioni.<br />
Ma se vogliamo possiamo, in alternativa, continuare a sparare delle cifre come al superenalotto o, se preferite, come fa l&#8217;opposizione. Di certezze, al momento, ce ne sono poche. Una di queste, come ho dichiarato in consiglio comunale, è che esiste già un vecchissimo studio di fattibilità che risale, udite udite, al 1990. In quello studio si ipotizzava un costo di 900 milioni di lire (una cifra che, attualizzata al valore della moneta odierna, corrisponderebbe a circa 800 mila euro. Molto meno dei 5 milioni sbandierati da Voi).<br />
E&#8217; evidente che ci sono due domande che restano aperte: 1) quale sarà il vero costo dell&#8217;opera? 2) perchè lo studio di fattibilità del 1990 è rimasto in un cassetto per 20 anni e, solamente dopo la petizione di ViverePorto, si è ricominciato a parlare del sottopasso?<br />
Per prima domanda potremo avere una risposta indicativa solo dopo lo studio di fattibilità. Per la seconda, ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230;</p>
<p><strong>Andrea Piazza<br />
Consigliere Comunale Gruppo Porto Insieme<br />
Porto Mantovano</strong></p>
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		<title>Risposta alle accuse sui rifiuti</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 12:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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LETTERA INVIATA ALLA GAZZETTA DI MANTOVA SABATO 6 AGOSTO 2010
NON PUBBLICATA
I consiglieri della lista Porto Sicura ci accusano di non aver affrontato adeguatamente il tema dei rifiuti. Eppure il programma di Porto Insieme, che governa l&#8217;attuale amministrazione comunale, era l&#8217;unico a porre un obiettivo minimo da raggiungere (il 65% stabilito dalla legge). Più di mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: x-small;"><img class="alignnone size-full wp-image-65" title="testata_gazzetta" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2009/09/testata_gazzetta.jpg" alt="testata_gazzetta" width="200" height="30" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;">LETTERA INVIATA ALLA GAZZETTA DI MANTOVA SABATO 6 AGOSTO 2010<br />
<strong>NON PUBBLICATA</strong></span></p>
<p>I consiglieri della lista Porto Sicura ci accusano di non aver affrontato adeguatamente il tema dei rifiuti. Eppure il programma di Porto Insieme, che governa l&#8217;attuale amministrazione comunale, era l&#8217;unico a porre un obiettivo minimo da raggiungere (il 65% stabilito dalla legge). Più di mille cittadini ce l&#8217;hanno richiesto quando, in occasione delle primarie, hanno risposto al questionario mettendo tra le priorità proprio l&#8217;impegno per la raccolta differenziata. .<br />
Evidentemente anche a Porto Mantovano esiste una forte sensibilità per i temi dell&#8217;ambiente: lo dimostrano molti cittadini che ogni giorno separano meticolosamente i rifiuti. Fa sempre più rumore un albero che cade che una foresta che cresce!</p>
<p>Siamo stati anche accusati di essere “asserviti alle richieste” di Mantova Ambiente. Ma i consiglieri di Porto Sicura si sono chiesti come mai, negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di comuni ha scelto di passare alla raccolta domiciliare? Forse che a San Giorgio, Gonzaga, Borgoforte, Virgilio, Marmirolo, Roverbella&#8230; sono tutti succubi di Mantova Ambiente? O non sarà per caso che la raccolta Porta a Porta è l&#8217;unico sistema che può consentire, nel medio lungo periodo, di contenere i crescenti costi di smaltimento? Forse i consiglieri di Porto Sicura non lo vogliono capire e preferirebbero, per gli anni a venire, esporre i cittadini di Porto a continui rincari? Quest&#8217;anno, purtroppo, abbiamo avuto un assaggio dei rincari praticati da SIEM. Il Porta a Porta è oggi l&#8217;unico strumento che può consentire di invertire questa tendenza inarrestabile.</p>
<p>I numeri parlano da soli: a Porto siamo passati dai 575 Kg/anno di rifiuti pro-capite del 2003 ai 635 Kg/anno del 2008. Ovunque si pratichi il porta a porta la quantità di rifiuti indifferenziati (su cui si paga di più e si riempiono le discariche) cala vertiginosamente. La raccolta domiciliare, quindi, è una scelta di civiltà, di rispetto dell&#8217;ambiente e, in particolare, delle generazioni future.</p>
<p>Inoltre, i materiali pregiati differenziati (carta, plastica, vetro, verde&#8230;) possono diventare un valore e non un materiale da smaltire pagando un caro prezzo.</p>
<p>L&#8217;altra singolare accusa, che ormai è diventata un ritornello, è quella di non vigilare abbastanza sulla migrazione dei rifiuti dai comuni limitrofi. Ma questo fenomeno è iniziato parecchio tempo fa. Sono già diversi anni che il Porta a Porta è praticato a Roverbella, San Giorgio e Marmirolo. Dove era l&#8217;allora Sindaco Mauro Ghizzi?</p>
<p>L&#8217;Amministrazione retta da Porto Insieme organizzerà il porta a porta cercando di recare meno disagi possibili e coinvolgendo i nostri cittadini con un&#8217;informazione appropriata ricca di momenti formativi, con la consapevolezza che la civiltà dei nostri concittadini è la risorsa fondamentale e che, solo con la raccolta domiciliare, c&#8217;è una concreta probabilità di vedere calmierati i costi e quindi le tariffe a carico degli utenti.<br />
<strong>Andreetti Angelo<br />
Aristarco Ettore<br />
Barai Giampietro<br />
Barbieri Fiorenzo<br />
Bertani Stefania<br />
Bettoni Gianfranco<br />
Buoli Edgardo<br />
Ghizzi Pier Claudio<br />
Masenelli Franco<br />
Paloschi Gina<br />
Pasotti Lucia<br />
Piazza Andrea<br />
Salvarani Maurizio<br />
Trentini Roberto</strong></p>
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		<title>La gara per il gas: tanto rumore per nulla</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 12:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA GIOVEDI&#8217; 17 GIUGNO 2010
Finalmente, dopo mesi di sterili polemiche da parte del gruppo Porto Sicura, la gara del gas si è conclusa. Provo a ricapitolare brevemente tutta la vicenda.  La contestazione era iniziata nell’autunno del 2009 quando i consiglieri di Porto Sicura, in merito alla gara del gas, avevano accusato l’amministrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-65 alignnone" title="testata_gazzetta" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2009/09/testata_gazzetta.jpg" alt="testata_gazzetta" width="200" height="30" /></p>
<p><strong>LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA GIOVEDI&#8217; 17 GIUGNO 2010</strong></p>
<p>Finalmente, dopo mesi di sterili polemiche da parte del gruppo Porto Sicura, la gara del gas si è conclusa. Provo a ricapitolare brevemente tutta la vicenda.  La contestazione era iniziata nell’autunno del 2009 quando i consiglieri di Porto Sicura, in merito alla gara del gas, avevano accusato l’amministrazione comunale di immobilismo. L’ex Sindaco Mauro Ghizzi, durante un consiglio comunale, ci aveva accusati di aver causato, per il protrarsi dell’attesa della gara, un mancato introito per le casse comunali di 240.000 euro all’anno. Questa somma corrispondeva all’ipotetica maggiorazione del canone per la rete che sarebbe derivata, secondo l’ex sindaco, dall’affidamento tramite gara. In quei mesi il Comune di Porto era impegnato alla laboriosa progettazione di un bando che comprendesse, per essere più appetibile, anche la rete di San Giorgio. Poi, all’inizio del 2010, è stata finalmente indetta la gara.  Le polemiche, tuttavia, non si sono placate. Siamo stati accusati di aver predisposto un «capitolato capestro». Nel bando c’erano, secondo i nostri brillanti oppositori, delle condizioni economiche tali da precludere la partecipazione di Asep (società del Comune e gestore uscente). Con le nostre condizioni economiche l’azienda vincitrice della gara, per garantirsi un adeguato profitto, avrebbe dovuto risparmiare sulla manutenzione della rete (con grave danno per il Comune di Porto).  Questo avevano dichiarato, per diverse settimane, Ghizzi, Manzoli e Voi sui mezzi d’informazione. Inoltre, sempre a sentire i «soliti bene informati» di Porto Sicura, la mancata aggiudicazione della gara avrebbe messo in crisi Asep, con seri problemi occupazionali per l’azienda. Ebbene, la gara si è conclusa e alla fine, smentendo le cassandre di Porto Sicura, la gestione della rete è stata vinta dalla «joint venture» costituita da Asep e Tea. Il risultato è il seguente: Porto Mantovano percepirà subito una somma, una tantum, di 800mila euro e, nei prossimi 12 anni, i due comuni (Porto e San Giorgio) incasseranno 15 milioni di euro. Asep continuerà a gestire, insieme a Tea, la rete del gas di Porto. La manutenzione della rete sarà affidata alla stessa ditta (Asep) che l’ha curata egregiamente in tutti questi anni. Che senso avevano allora tutte le polemiche di Porto Sicura? Come avrebbe detto Shakespeare: «Molto rumore per nulla».</p>
<p><strong>Andrea Piazza<br />
Consigliere Comunale Porto Insieme</strong></p>
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		<title>I soliti ignoti</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 13:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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LETTERA INVIATA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA IL 23 APRILE 2010 (non pubblicata)
Egr. Direttore, leggo il suo giornale da parecchi anni e ne ho sempre apprezzato lo stile e la professionalità.
Da qualche mese a questa parte, in particolare da quando si è insediata la nuova amministrazione di Porto Mantovano, ho notato che accade una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-65 alignnone" title="testata_gazzetta" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2009/09/testata_gazzetta.jpg" alt="testata_gazzetta" width="200" height="30" /></p>
<p><strong>LETTERA INVIATA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA IL 23 APRILE 2010 (<em>non pubblicata</em>)</strong></p>
<p>Egr. Direttore, leggo il suo giornale da parecchi anni e ne ho sempre apprezzato lo stile e la professionalità.<br />
Da qualche mese a questa parte, in particolare da quando si è insediata la nuova amministrazione di Porto Mantovano, ho notato che accade una cosa abbastanza singolare.<br />
Molto spesso vengono pubblicati articoli nei quali sono riportare le opinioni dei &#8220;soliti bene informati&#8221;.<br />
Accade sulla Gazzetta del 22 aprile dove questi fantomatici opinionisti, ad esempio, parlano della scure del Comune sulle convenzioni con ASEP.<br />
Era accaduto ancora qualche giorno fa quando, questi &#8220;soliti ignoti&#8221; della politica locale, avevano commentato il voto di Barai in consiglio comunale. Nei mesi scorsi era successo più e più volte.</p>
<p>Quella dei &#8220;soliti bene informati&#8221; è una dicitura che, dal punto di vista giornalistico, non ha alcun significato. Ognuno potrebbe celarsi dietro questa formula per sostenere, senza assumersi la responsabilità, le cose più strampalate.<br />
Qualcuno potrebbe affermare, tanto per fare un esempio assurdo e infondato, che secondo i &#8220;soliti bene informati&#8221; l&#8217;ex Sindaco di Porto prendeva delle mazzette. Ovviamente sarebbe solo un modo per screditare una persona senza correre nessun rischio.</p>
<p>Non mi interessa chi siano questi fantomatici &#8220;bene informati&#8221; le cui argomentazioni, molto spesso, richiamano, per una pura coincidenza, quelle usate dall&#8217;opposizione in consiglio comunale.<br />
La nostra amministrazione, come del resto tutte le altre, può commettere errori o fare scelte non condivisibili.<br />
Ritengo che in una moderna democrazia il sacrosanto diritto di critica debba essere esercitato in modo trasparente e argomentato. Chiunque deve essere libero di poter dissentire o criticare le nostre decisioni, ma lo deve fare &#8220;mettendoci la faccia&#8221;.</p>
<p>Questi oscuri opinionisti, inoltre, più che &#8220;bene informati&#8221; mi sembrano &#8220;in mala fede&#8221;, visto che, molto spesso, queste informazioni sono infondate o falsificate. Per questo motivo vorrei suggerirle di fare attenzione perchè queste fantomatiche citazioni potrebbero indebolire il prestigio del suo quotidiano.</p>
<p>Andrea Piazza<br />
Consigliere Comunale di Porto Mantovano</p>
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		<title>Video Democracy</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 21:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>

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Dal 14 aprile 2010 è in corso la sperimentazione della video registrazione dei consigli comunali di Porto Mantovano. Si tratta di un progetto che ho curato e coordinato personalmente. Ci sono voluti parecchi mesi ma, alla luce dei primi risultati, sembra che sia valsa la pena.
La scorsa estate il consiglio comunale aveva approvato una mozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-249 alignleft" title="videocamera" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2010/04/videocamera-300x276.jpg" alt="videocamera" width="240" height="221" /></p>
<p>Dal 14 aprile 2010 è in corso la sperimentazione della video registrazione dei consigli comunali di Porto Mantovano. Si tratta di un progetto che ho curato e coordinato personalmente. Ci sono voluti parecchi mesi ma, alla luce dei primi risultati, sembra che sia valsa la pena.</p>
<p>La scorsa estate il consiglio comunale aveva approvato una mozione nella quale si invitava l’amministrazione a provvedere alla videoregistrazione delle sedute consiliari. Nel mese di settembre 2009 il consiglio comunale aveva approvato un nuovo regolamento che prevedeva la possibilità di registrare i consigli comunali e di trasmetterli online.</p>
<p>Da quel momento ho iniziato ad occuparmi personalmente di questo progetto. A cavallo tra il 2009 e il 2010 abbiamo valutato diverse offerte: alcune di queste proposte mostravano limiti di natura tecnica mentre altre erano eccessivamente onerose.<br />
In effetti ci siamo subito resi conto che non sono molti i comuni capaci di fornire questo servizio con un adeguato rapporto qualità/costi. Diversi comuni hanno optato per soluzioni economiche, con uno scarso livello di qualità video. Ci sono altri comuni che hanno realizzato sistemi costosissimi che poi non riescono nemmeno ad utilizzare.</p>
<p>Noi, fin dall’inizio, ci siamo dati l’obiettivo di implementare un sistema che fosse:<br />
1) facile da utilizzare per gli operatori che devono effettuare le registrazioni;<br />
2) fruibile dal maggior numero di utenti online;<br />
3) non esageratamente costoso.</p>
<p>Alla fine abbiamo optato per una soluzione tecnica che, con una spesa contenuta (circa 2.000 euro), consente di registrare, in modo semplice ed immediato, le sedute del consiglio. La soluzione adottata costituisce, allo stesso tempo, anche un vero potenziamento multimediale della sala civica &#8220;E. Berlinguer&#8221;. Con le attrezzature installate sarà ora possibile anche utilizzare il maxi schermo della sala civica di Bancole per proiettare filmati da supporti DVD e VHS. Al momento questa possibilità è riservata all’amministrazione comunale. Per il futuro stiamo valutando le possibili soluzioni per consentire a tutti di usufruire di queste nuove strumentazioni.</p>
<p>Ma torniamo al consiglio comunale.</p>
<p>I video delle sedute consiliari registrate vengono immediatamente salvati su una penna USB che il giorno seguente viene utilizzata, dai nostri uffici, per caricare la registrazione sul nuovo sito del comune. Quest’ultimo passaggio sarà possibile quando il nuovo sito verrà pubblicato (fra pochi giorni, entro la fine di aprile 2010).</p>
<p>Per quanto riguarda la registrazione dell’audio abbiamo scelto, per il momento, di affidarci all’impianto già esistente (dopo un&#8217;opportuna messa a punto). Questa soluzione ci ha consentito di contenere i costi e comunque, in futuro, l’amministrazione potrà valutare un possibile intervento per migliorare la parte audio.</p>
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		<title>De Gasperi e le primarie</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 14:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;on. Casini è una persona intelligente e stimata. Quando però dice una baggianata bisogna per forza tirargli le orecchie. Il leader dell&#8217;UDC mette in dubbio lo strumento delle primarie le quali, a suo dire, alimenterebbero &#8220;un&#8217;idea della politica populistica e plebiscitaria&#8221;. Casini prosegue e, sulla stampa del 27 gennaio, pone il seguente interrogativo: &#8220;Se ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;on. Casini è una persona intelligente e stimata. Quando però dice una baggianata bisogna per forza tirargli le orecchie. Il leader dell&#8217;UDC mette in dubbio lo strumento delle primarie le quali, a suo dire, alimenterebbero &#8220;un&#8217;idea della politica populistica e plebiscitaria&#8221;. Casini prosegue e, sulla stampa del 27 gennaio, pone il seguente interrogativo: &#8220;Se ci fossero state le primarie, siamo sicuri che De Gasperi avrebbe presieduto il primo Governo repubblicano?&#8221;. La risposta è immediata: no, non possiamo esserne sicuri.</p>
<p>Però, d&#8217;altra parte, senza il referendum del 2 giugno 1946, altra consultazione che molti italiani considerarono populistica, plebiscitaria e giuridicamente illegittima, l&#8217;on. De Gasperi avrebbe dovuto giurare davanti a Umberto II di Savoia. E questa sarebbe stata, per tutti noi, una bella sciagura.</p>
<p>L&#8217;ex presidente della Camera insiste sostenendo che &#8220;le primarie non sempre selezionano il migliore&#8221;. E&#8217; sicuramente vero. Poniamoci però una domanda: chi dovrebbe individuare i migliori? Chi dovrebbe selezionare i nuovi quadri dirigenti della vita pubblica? Dovrebbe farlo forse questa &#8220;casta&#8221; politica? Negli ultimi anni questa classe dirigente è stata solo capace di riempire la politica di condannati, corrotti, corruttori e puttanieri.</p>
<p>Il problema del &#8220;chi dovrebbe scegliere i migliori&#8221;, ovvero le élites dirigenti, è un problema centrale per la politica. Tanti anni fa lo facevano i partiti che, nella tanto vituperata &#8220;prima repubblica&#8221;, erano una vera scuola di politica. Oggi il sistema dei partiti, complice una legge elettorale degna del Gran Consiglio del Fascismo, è un simulacro autoreferenziale capace di selezionare solo i &#8220;peggiori&#8221;. Al Parlamento vengono infatti designate non le teste più eccelse ma quelle più fedeli (proprio come faceva il pelato originale, quello del ventennio). In questo quadro l&#8217;unica ventata di aria quantomeno respirabile è rappresentata dalle primarie. Al Partito Democratico, comunque la si pensi, va riconosciuto il coraggio di provare ad innovare, grazie alle primarie, lo stagnante quadro politico italiano. Anche al costo di mettere in discussione, come in Puglia, la propria leadership. L&#8217;unico neo che possiamo rimproverare a molti dirigenti democratici è quello di non aver metabolizzato, fino in fondo, l&#8217;innovazione delle primarie. Qualcuno, a partire dal &#8220;compagno Massimo&#8221;, ha pensato di subordinare le primarie ai vecchi tatticismi e ai logori apparati della burokratija di partito (ormai ultimo residuato dell&#8217;ex PCI). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il trionfo della sovranità popolare pugliese.</p>
<p>Quindi ben vengano da chiunque le critiche allo strumento delle primarie. Prima di aprire bocca però si dovrebbe avere, quantomeno, il coraggio di mettersi in gioco sottoponendo la propria leadership al giudizio di un&#8217;elezione primaria.</p>
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		<title>Hai le orecchie? Paga una tassa!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 22:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai due orecchie? Allora devi pagare una tassa! Non è ancora realtà, ma presto ci arriveremo.
L&#8217;organo deputato alla percezione dei suoni infatti, consentendo a ciascuno di memorizzare canzoni e ritornelli, potrebbe ledere i profitti di editori ed autori. L&#8217;unica alternativa, per compiacere i &#8220;baroni&#8221; della SIAE, potrebbe essere quella di mozzarci le orecchie.
Però non ditelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai due orecchie? Allora devi pagare una tassa! Non è ancora realtà, ma presto ci arriveremo.<br />
L&#8217;organo deputato alla percezione dei suoni infatti, consentendo a ciascuno di memorizzare canzoni e ritornelli, potrebbe ledere i profitti di editori ed autori. L&#8217;unica alternativa, per compiacere i &#8220;baroni&#8221; della SIAE, potrebbe essere quella di mozzarci le orecchie.<img class="alignright size-full wp-image-214" title="SheriffNottingham" src="http://www.andreapiazza.it/blog09/wp-content/uploads/2010/01/SheriffNottingham.jpg" alt="SheriffNottingham" width="280" height="210" /><br />
Però non ditelo troppo in giro, il ministro Sandro Bondi potrebbe prendervi sul serio. E&#8217; stato proprio il ministro alla cultura, novello sceriffo di Notthingam, a firmare il decreto con il quale viene esteso l&#8217;equo compenso. Così il &#8220;governo delle libertà&#8221; e i politicanti del &#8220;meno tasse per tutti&#8221; si sono inventati il nuovo balzello. (<em>Ohps! dovrò pagare la Disney per aver utilizzato questa immagine dal cartone animato &#8220;Robin Hood&#8221;</em>) </p>
<p>La tassa, che già gravava su CD e DVD vergini, ora colpisce anche il cellulare che, in base alla nuova normativa, diventa un pericoloso strumento atto alla riproduzione di canzoni e film protetti dal &#8220;diritto d&#8217;autore&#8221;. E io che lo usavo per telefonare, sono proprio un pirla!</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://www.andreapiazza.it/blog09/?p=210">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più:</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2777947/PI/News/altroconsumo-no-all-equo-compenso-sui-cellulari.aspx">http://punto-informatico.it/2777947/PI/News/altroconsumo-no-all-equo-compenso-sui-cellulari.aspx</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830">http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830</a></p>
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		<title>Intervento Consiglio Comunale 23/12/2009</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio comunale 23/12/2009
OGGETTO: Risposta alla “Interpellanza Riprese audio-video e trasmissione delle sedute consiliari presentata dai consiglieri Lega Nord Campari e Luppi.”
Ringrazio i consiglieri comunali Luppi e Campari che ci consentono, con la loro interpellanza, di informare il consiglio comunale in merito alla questione della videoregistrazione e della trasmissione delle sedute.
Il gruppo Porto Insieme, in un&#8217;ottica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Consiglio comunale 23/12/2009</strong></p>
<p><strong>OGGETTO: Risposta alla “</strong><strong>Interpellanza Riprese audio-video e trasmissione delle sedute consiliari presentata dai consiglieri Lega Nord Campari e Luppi.</strong><strong>”</strong></p>
<p>Ringrazio i consiglieri comunali Luppi e Campari che ci consentono, con la loro interpellanza, di informare il consiglio comunale in merito alla questione della videoregistrazione e della trasmissione delle sedute.</p>
<p>Il gruppo Porto Insieme, in un&#8217;ottica di massima trasparenza e maggiore coinvolgimento dei cittadini, ha fortemente voluto la registrazione e la trasmissione delle sedute consiliari. Lo testimoniano il nostro programma elettorale, la mozione votata il 30 giugno 2009 e il testo del nuovo regolamento del consiglio comunale.</p>
<p>Il nuovo regolamento, entrato in vigore a metà ottobre, disciplina, all&#8217;art. 24, &#8220;<em>il servizio di ripresa audio-video e trasmissione televisiva o a mezzo web delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale</em>&#8220;. Ad oggi, tuttavia, non è ancora stata data piena attuazione a quanto previsto dal regolamento per due semplici motivi.</p>
<p>Il primo motivo di questo ritardo è legato alla necessità di effettuare, dal punto di vista tecnico, le necessarie valutazioni per individuare un sistema adatto. Nel corso delle ultime settimane, dall&#8217;entrata in vigore nel nuovo regolamento fino ad oggi, abbiamo preso in considerazione diversi sistemi già adottati da altri comuni. Le soluzioni che abbiamo valutato sono le più disparate, si va dai sistemi più economici, che però si caratterizzano per una scarsa qualità audio/video, a sistemi molto più complessi, che però necessitano di personale e strutture delle quali il comune di Porto Mantovano non dispone.</p>
<p>Il principale criterio che abbiamo adottato per questa ricerca è stato quello della semplicità di utilizzo. Questo perché un sistema troppo complesso rischierebbe di restare inutilizzato. Lunedì 14 dicembre abbiamo incontrato una ditta che realizza sistemi per la registrazione/trasmissione online. Attualmente stiamo valutando la loro offerta che ci è pervenuta Lunedì 21 dicembre.</p>
<p>Il secondo motivo che ha rallentato l&#8217;implementazione di questo sistema è legato all&#8217;intenzione di ripensare il sito del comune. Dalla scorsa estate l&#8217;amministrazione comunale ha avviato un percorso che porterà, indicativamente all&#8217;inizio del 2010, al rifacimento del sito del comune. Prima di effettuare scelte vincolanti per la trasmissione online delle sedute, abbiamo dovuto attendere gli sviluppi di questo lavoro sul sito del comune. Sarebbe stato assurdo infatti spendere soldi per pubblicare le riprese del consiglio comunale sul sito attuale se, entro breve, esso sarà sostituito da uno nuovo.</p>
<p>Dall&#8217;entrata in vigore del nuovo regolamento, in virtù di quanto previsto dall&#8217;Art. 24, è stato autorizzato ad effettuare le riprese il sig. Agron Kozeli. L&#8217;autorizzazione è stata concessa prima dal Sindaco e poi, dopo la sua elezione, dal Presidente del consiglio comunale. Ad oggi, per concludere la risposta all&#8217;interpellanza, non sono stati affissi cartelli indicanti l&#8217;effettuazione delle riprese perché, come ho appena chiarito, non sono state effettuate le riprese ufficiali da parte dell’amministrazione comunale. Per essere più precisi dobbiamo ricordare che il regolamento non prevede l&#8217;affissione di cartelli ma, molto più genericamente, un avvertimento da parte del presidente dell&#8217;assemblea.</p>
<p><strong>Andrea Piazza<br />
Consigliere delegato all’informatizzazione e all’innovazione dell’ente</strong></p>
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		<title>Viviamo la nostra fede</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 21:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>

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		<description><![CDATA[LETTERA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA
(pubblicata parzialmente Domenica 6 dicembre 2009)
Viviamo la nostra fede, come pensiamo succeda a molti altri
credenti, tra mille difficoltà, affrontando dubbi a volte angoscianti e
portando il peso degli errori e delle personali incoerenze.
Poi arrivano schiere di &#8220;atei devoti&#8221; che ci vogliono imporre i
simboli della nostra fede, ovviamente riciclati a loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LETTERA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA<br />
(pubblicata parzialmente Domenica 6 dicembre 2009)</strong></p>
<p>Viviamo la nostra fede, come pensiamo succeda a molti altri<br />
credenti, tra mille difficoltà, affrontando dubbi a volte angoscianti e<br />
portando il peso degli errori e delle personali incoerenze.<br />
Poi arrivano schiere di &#8220;atei devoti&#8221; che ci vogliono imporre i<br />
simboli della nostra fede, ovviamente riciclati a loro uso e consumo.</p>
<p>Ad essere minacciata oggi non è solo la laicità dello Stato, quanto, e<br />
forse anche molto di più, il senso che i cristiani ripongono nella propria<br />
fede.<br />
Se il crocifisso viene ridotto al rango di un simbolo delle tradizione italico-padana, come i tortelli di zucca e il capunsel, allora per noi diventa solo un pezzo di legno che non rappresenta più niente.<br />
D&#8217;altra parte la civiltà europea affonda le proprie radici anche nel diritto<br />
romano. A qualcuno è forse venuto in mente di esporre in tutte le scuole la<br />
scritta S.P.Q.R.? E ancora, la modernità è nata sulle basi gettate<br />
dall&#8217;illuminismo e dalla riforma protestante, però a nessuno verrebbe in mente di esporre il ritratto di Voltaire e di Lutero.<br />
Ogni cosa, ogni parola e ogni simbolo ha un preciso significato che<br />
va rispettato per quello che è. D&#8217;altra parte questo è il senso stesso<br />
delle parole &#8220;date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di<br />
Dio&#8221;.</p>
<p>Sono tante le cose che potremmo scrivere ancora ma lasciamo la parola a<br />
un testo di un parroco italiano, su cui abbiamo potuto riflettere: &#8220;L&#8217;unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo:<br />
è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti  che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza. Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore<br />
ad una invadenza superficiale esteriore. Una croce ridotta a simbolo<br />
culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di<br />
svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici<br />
diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo<br />
equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire<br />
divide e che invece di proporsi si impone.&#8221;</p>
<p><strong>Andrea Piazza<br />
Gianfranco Bettoni<br />
Anna Maria Bonora<br />
Corrado Giamboni<br />
Anna Culpo<br />
Chiara Vernizzi<br />
Franco Masenelli<br />
Edgardo Buoli<br />
Giuseppe Bonora</strong></p>
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