Pensieri e parole

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Riflessioni su diversi temi

 

De Gasperi e le primarie

domenica, gennaio 31st, 2010

L’on. Casini è una persona intelligente e stimata. Quando però dice una baggianata bisogna per forza tirargli le orecchie. Il leader dell’UDC mette in dubbio lo strumento delle primarie le quali, a suo dire, alimenterebbero “un’idea della politica populistica e plebiscitaria”. Casini prosegue e, sulla stampa del 27 gennaio, pone il seguente interrogativo: “Se ci fossero state le primarie, siamo sicuri che De Gasperi avrebbe presieduto il primo Governo repubblicano?”. La risposta è immediata: no, non possiamo esserne sicuri.

Però, d’altra parte, senza il referendum del 2 giugno 1946, altra consultazione che molti italiani considerarono populistica, plebiscitaria e giuridicamente illegittima, l’on. De Gasperi avrebbe dovuto giurare davanti a Umberto II di Savoia. E questa sarebbe stata, per tutti noi, una bella sciagura.

L’ex presidente della Camera insiste sostenendo che “le primarie non sempre selezionano il migliore”. E’ sicuramente vero. Poniamoci però una domanda: chi dovrebbe individuare i migliori? Chi dovrebbe selezionare i nuovi quadri dirigenti della vita pubblica? Dovrebbe farlo forse questa “casta” politica? Negli ultimi anni questa classe dirigente è stata solo capace di riempire la politica di condannati, corrotti, corruttori e puttanieri.

Il problema del “chi dovrebbe scegliere i migliori”, ovvero le élites dirigenti, è un problema centrale per la politica. Tanti anni fa lo facevano i partiti che, nella tanto vituperata “prima repubblica”, erano una vera scuola di politica. Oggi il sistema dei partiti, complice una legge elettorale degna del Gran Consiglio del Fascismo, è un simulacro autoreferenziale capace di selezionare solo i “peggiori”. Al Parlamento vengono infatti designate non le teste più eccelse ma quelle più fedeli (proprio come faceva il pelato originale, quello del ventennio). In questo quadro l’unica ventata di aria quantomeno respirabile è rappresentata dalle primarie. Al Partito Democratico, comunque la si pensi, va riconosciuto il coraggio di provare ad innovare, grazie alle primarie, lo stagnante quadro politico italiano. Anche al costo di mettere in discussione, come in Puglia, la propria leadership. L’unico neo che possiamo rimproverare a molti dirigenti democratici è quello di non aver metabolizzato, fino in fondo, l’innovazione delle primarie. Qualcuno, a partire dal “compagno Massimo”, ha pensato di subordinare le primarie ai vecchi tatticismi e ai logori apparati della burokratija di partito (ormai ultimo residuato dell’ex PCI). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il trionfo della sovranità popolare pugliese.

Quindi ben vengano da chiunque le critiche allo strumento delle primarie. Prima di aprire bocca però si dovrebbe avere, quantomeno, il coraggio di mettersi in gioco sottoponendo la propria leadership al giudizio di un’elezione primaria.

Hai le orecchie? Paga una tassa!

sabato, gennaio 16th, 2010

Hai due orecchie? Allora devi pagare una tassa! Non è ancora realtà, ma presto ci arriveremo.
L’organo deputato alla percezione dei suoni infatti, consentendo a ciascuno di memorizzare canzoni e ritornelli, potrebbe ledere i profitti di editori ed autori. L’unica alternativa, per compiacere i “baroni” della SIAE, potrebbe essere quella di mozzarci le orecchie.SheriffNottingham
Però non ditelo troppo in giro, il ministro Sandro Bondi potrebbe prendervi sul serio. E’ stato proprio il ministro alla cultura, novello sceriffo di Notthingam, a firmare il decreto con il quale viene esteso l’equo compenso. Così il “governo delle libertà” e i politicanti del “meno tasse per tutti” si sono inventati il nuovo balzello. (Ohps! dovrò pagare la Disney per aver utilizzato questa immagine dal cartone animato “Robin Hood”) 

La tassa, che già gravava su CD e DVD vergini, ora colpisce anche il cellulare che, in base alla nuova normativa, diventa un pericoloso strumento atto alla riproduzione di canzoni e film protetti dal “diritto d’autore”. E io che lo usavo per telefonare, sono proprio un pirla!

incorporato da Embedded Video

 

Per saperne di più:

http://punto-informatico.it/2777947/PI/News/altroconsumo-no-all-equo-compenso-sui-cellulari.aspx

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830

Viviamo la nostra fede

martedì, dicembre 8th, 2009

LETTERA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA
(pubblicata parzialmente Domenica 6 dicembre 2009)

Viviamo la nostra fede, come pensiamo succeda a molti altri
credenti, tra mille difficoltà, affrontando dubbi a volte angoscianti e
portando il peso degli errori e delle personali incoerenze.
Poi arrivano schiere di “atei devoti” che ci vogliono imporre i
simboli della nostra fede, ovviamente riciclati a loro uso e consumo.

Ad essere minacciata oggi non è solo la laicità dello Stato, quanto, e
forse anche molto di più, il senso che i cristiani ripongono nella propria
fede.
Se il crocifisso viene ridotto al rango di un simbolo delle tradizione italico-padana, come i tortelli di zucca e il capunsel, allora per noi diventa solo un pezzo di legno che non rappresenta più niente.
D’altra parte la civiltà europea affonda le proprie radici anche nel diritto
romano. A qualcuno è forse venuto in mente di esporre in tutte le scuole la
scritta S.P.Q.R.? E ancora, la modernità è nata sulle basi gettate
dall’illuminismo e dalla riforma protestante, però a nessuno verrebbe in mente di esporre il ritratto di Voltaire e di Lutero.
Ogni cosa, ogni parola e ogni simbolo ha un preciso significato che
va rispettato per quello che è. D’altra parte questo è il senso stesso
delle parole “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di
Dio”.

Sono tante le cose che potremmo scrivere ancora ma lasciamo la parola a
un testo di un parroco italiano, su cui abbiamo potuto riflettere: “L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo:
è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti  che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza. Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore
ad una invadenza superficiale esteriore. Una croce ridotta a simbolo
culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di
svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici
diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo
equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire
divide e che invece di proporsi si impone.”

Andrea Piazza
Gianfranco Bettoni
Anna Maria Bonora
Corrado Giamboni
Anna Culpo
Chiara Vernizzi
Franco Masenelli
Edgardo Buoli
Giuseppe Bonora

La mia banca è differente

giovedì, ottobre 1st, 2009

logo_banca_etica

Non avrei mai pensato di poter vantare l’orgoglio di essere socio e correntista di una banca. Eppure oggi sono orgoglioso perchè “la mia banca è differente”.

La notizia è questa:

“Banca Etica e Etica Sgr non accetteranno capitali rientrati con lo scudo fiscale” (tratta da unimondo.org)

Scudo fiscale, banche in gara: ma c’è anche il caso di coscienza (tratto da repubblica.it)

FARE POLITICA TRA IMPEGNO CIVILE ED ISTITUZIONALE

mercoledì, settembre 30th, 2009

fare_politica_500