La gara per il gas: tanto rumore per nulla

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LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA GIOVEDI’ 17 GIUGNO 2010

Finalmente, dopo mesi di sterili polemiche da parte del gruppo Porto Sicura, la gara del gas si è conclusa. Provo a ricapitolare brevemente tutta la vicenda.  La contestazione era iniziata nell’autunno del 2009 quando i consiglieri di Porto Sicura, in merito alla gara del gas, avevano accusato l’amministrazione comunale di immobilismo. L’ex Sindaco Mauro Ghizzi, durante un consiglio comunale, ci aveva accusati di aver causato, per il protrarsi dell’attesa della gara, un mancato introito per le casse comunali di 240.000 euro all’anno. Questa somma corrispondeva all’ipotetica maggiorazione del canone per la rete che sarebbe derivata, secondo l’ex sindaco, dall’affidamento tramite gara. In quei mesi il Comune di Porto era impegnato alla laboriosa progettazione di un bando che comprendesse, per essere più appetibile, anche la rete di San Giorgio. Poi, all’inizio del 2010, è stata finalmente indetta la gara.  Le polemiche, tuttavia, non si sono placate. Siamo stati accusati di aver predisposto un «capitolato capestro». Nel bando c’erano, secondo i nostri brillanti oppositori, delle condizioni economiche tali da precludere la partecipazione di Asep (società del Comune e gestore uscente). Con le nostre condizioni economiche l’azienda vincitrice della gara, per garantirsi un adeguato profitto, avrebbe dovuto risparmiare sulla manutenzione della rete (con grave danno per il Comune di Porto).  Questo avevano dichiarato, per diverse settimane, Ghizzi, Manzoli e Voi sui mezzi d’informazione. Inoltre, sempre a sentire i «soliti bene informati» di Porto Sicura, la mancata aggiudicazione della gara avrebbe messo in crisi Asep, con seri problemi occupazionali per l’azienda. Ebbene, la gara si è conclusa e alla fine, smentendo le cassandre di Porto Sicura, la gestione della rete è stata vinta dalla «joint venture» costituita da Asep e Tea. Il risultato è il seguente: Porto Mantovano percepirà subito una somma, una tantum, di 800mila euro e, nei prossimi 12 anni, i due comuni (Porto e San Giorgio) incasseranno 15 milioni di euro. Asep continuerà a gestire, insieme a Tea, la rete del gas di Porto. La manutenzione della rete sarà affidata alla stessa ditta (Asep) che l’ha curata egregiamente in tutti questi anni. Che senso avevano allora tutte le polemiche di Porto Sicura? Come avrebbe detto Shakespeare: «Molto rumore per nulla».

Andrea Piazza
Consigliere Comunale Porto Insieme

 

I soliti ignoti

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LETTERA INVIATA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MANTOVA IL 23 APRILE 2010 (non pubblicata)

Egr. Direttore, leggo il suo giornale da parecchi anni e ne ho sempre apprezzato lo stile e la professionalità.
Da qualche mese a questa parte, in particolare da quando si è insediata la nuova amministrazione di Porto Mantovano, ho notato che accade una cosa abbastanza singolare.
Molto spesso vengono pubblicati articoli nei quali sono riportare le opinioni dei “soliti bene informati”.
Accade sulla Gazzetta del 22 aprile dove questi fantomatici opinionisti, ad esempio, parlano della scure del Comune sulle convenzioni con ASEP.
Era accaduto ancora qualche giorno fa quando, questi “soliti ignoti” della politica locale, avevano commentato il voto di Barai in consiglio comunale. Nei mesi scorsi era successo più e più volte.

Quella dei “soliti bene informati” è una dicitura che, dal punto di vista giornalistico, non ha alcun significato. Ognuno potrebbe celarsi dietro questa formula per sostenere, senza assumersi la responsabilità, le cose più strampalate.
Qualcuno potrebbe affermare, tanto per fare un esempio assurdo e infondato, che secondo i “soliti bene informati” l’ex Sindaco di Porto prendeva delle mazzette. Ovviamente sarebbe solo un modo per screditare una persona senza correre nessun rischio.

Non mi interessa chi siano questi fantomatici “bene informati” le cui argomentazioni, molto spesso, richiamano, per una pura coincidenza, quelle usate dall’opposizione in consiglio comunale.
La nostra amministrazione, come del resto tutte le altre, può commettere errori o fare scelte non condivisibili.
Ritengo che in una moderna democrazia il sacrosanto diritto di critica debba essere esercitato in modo trasparente e argomentato. Chiunque deve essere libero di poter dissentire o criticare le nostre decisioni, ma lo deve fare “mettendoci la faccia”.

Questi oscuri opinionisti, inoltre, più che “bene informati” mi sembrano “in mala fede”, visto che, molto spesso, queste informazioni sono infondate o falsificate. Per questo motivo vorrei suggerirle di fare attenzione perchè queste fantomatiche citazioni potrebbero indebolire il prestigio del suo quotidiano.

Andrea Piazza
Consigliere Comunale di Porto Mantovano

 

Video Democracy

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Dal 14 aprile 2010 è in corso la sperimentazione della video registrazione dei consigli comunali di Porto Mantovano. Si tratta di un progetto che ho curato e coordinato personalmente. Ci sono voluti parecchi mesi ma, alla luce dei primi risultati, sembra che sia valsa la pena.

La scorsa estate il consiglio comunale aveva approvato una mozione nella quale si invitava l’amministrazione a provvedere alla videoregistrazione delle sedute consiliari. Nel mese di settembre 2009 il consiglio comunale aveva approvato un nuovo regolamento che prevedeva la possibilità di registrare i consigli comunali e di trasmetterli online.

Da quel momento ho iniziato ad occuparmi personalmente di questo progetto. A cavallo tra il 2009 e il 2010 abbiamo valutato diverse offerte: alcune di queste proposte mostravano limiti di natura tecnica mentre altre erano eccessivamente onerose.
In effetti ci siamo subito resi conto che non sono molti i comuni capaci di fornire questo servizio con un adeguato rapporto qualità/costi. Diversi comuni hanno optato per soluzioni economiche, con uno scarso livello di qualità video. Ci sono altri comuni che hanno realizzato sistemi costosissimi che poi non riescono nemmeno ad utilizzare.

Noi, fin dall’inizio, ci siamo dati l’obiettivo di implementare un sistema che fosse:
1) facile da utilizzare per gli operatori che devono effettuare le registrazioni;
2) fruibile dal maggior numero di utenti online;
3) non esageratamente costoso.

Alla fine abbiamo optato per una soluzione tecnica che, con una spesa contenuta (circa 2.000 euro), consente di registrare, in modo semplice ed immediato, le sedute del consiglio. La soluzione adottata costituisce, allo stesso tempo, anche un vero potenziamento multimediale della sala civica “E. Berlinguer”. Con le attrezzature installate sarà ora possibile anche utilizzare il maxi schermo della sala civica di Bancole per proiettare filmati da supporti DVD e VHS. Al momento questa possibilità è riservata all’amministrazione comunale. Per il futuro stiamo valutando le possibili soluzioni per consentire a tutti di usufruire di queste nuove strumentazioni.

Ma torniamo al consiglio comunale.

I video delle sedute consiliari registrate vengono immediatamente salvati su una penna USB che il giorno seguente viene utilizzata, dai nostri uffici, per caricare la registrazione sul nuovo sito del comune. Quest’ultimo passaggio sarà possibile quando il nuovo sito verrà pubblicato (fra pochi giorni, entro la fine di aprile 2010).

Per quanto riguarda la registrazione dell’audio abbiamo scelto, per il momento, di affidarci all’impianto già esistente (dopo un’opportuna messa a punto). Questa soluzione ci ha consentito di contenere i costi e comunque, in futuro, l’amministrazione potrà valutare un possibile intervento per migliorare la parte audio.

 

De Gasperi e le primarie

L’on. Casini è una persona intelligente e stimata. Quando però dice una baggianata bisogna per forza tirargli le orecchie. Il leader dell’UDC mette in dubbio lo strumento delle primarie le quali, a suo dire, alimenterebbero “un’idea della politica populistica e plebiscitaria”. Casini prosegue e, sulla stampa del 27 gennaio, pone il seguente interrogativo: “Se ci fossero state le primarie, siamo sicuri che De Gasperi avrebbe presieduto il primo Governo repubblicano?”. La risposta è immediata: no, non possiamo esserne sicuri.

Però, d’altra parte, senza il referendum del 2 giugno 1946, altra consultazione che molti italiani considerarono populistica, plebiscitaria e giuridicamente illegittima, l’on. De Gasperi avrebbe dovuto giurare davanti a Umberto II di Savoia. E questa sarebbe stata, per tutti noi, una bella sciagura.

L’ex presidente della Camera insiste sostenendo che “le primarie non sempre selezionano il migliore”. E’ sicuramente vero. Poniamoci però una domanda: chi dovrebbe individuare i migliori? Chi dovrebbe selezionare i nuovi quadri dirigenti della vita pubblica? Dovrebbe farlo forse questa “casta” politica? Negli ultimi anni questa classe dirigente è stata solo capace di riempire la politica di condannati, corrotti, corruttori e puttanieri.

Il problema del “chi dovrebbe scegliere i migliori”, ovvero le élites dirigenti, è un problema centrale per la politica. Tanti anni fa lo facevano i partiti che, nella tanto vituperata “prima repubblica”, erano una vera scuola di politica. Oggi il sistema dei partiti, complice una legge elettorale degna del Gran Consiglio del Fascismo, è un simulacro autoreferenziale capace di selezionare solo i “peggiori”. Al Parlamento vengono infatti designate non le teste più eccelse ma quelle più fedeli (proprio come faceva il pelato originale, quello del ventennio). In questo quadro l’unica ventata di aria quantomeno respirabile è rappresentata dalle primarie. Al Partito Democratico, comunque la si pensi, va riconosciuto il coraggio di provare ad innovare, grazie alle primarie, lo stagnante quadro politico italiano. Anche al costo di mettere in discussione, come in Puglia, la propria leadership. L’unico neo che possiamo rimproverare a molti dirigenti democratici è quello di non aver metabolizzato, fino in fondo, l’innovazione delle primarie. Qualcuno, a partire dal “compagno Massimo”, ha pensato di subordinare le primarie ai vecchi tatticismi e ai logori apparati della burokratija di partito (ormai ultimo residuato dell’ex PCI). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il trionfo della sovranità popolare pugliese.

Quindi ben vengano da chiunque le critiche allo strumento delle primarie. Prima di aprire bocca però si dovrebbe avere, quantomeno, il coraggio di mettersi in gioco sottoponendo la propria leadership al giudizio di un’elezione primaria.

 

Hai le orecchie? Paga una tassa!

Hai due orecchie? Allora devi pagare una tassa! Non è ancora realtà, ma presto ci arriveremo.
L’organo deputato alla percezione dei suoni infatti, consentendo a ciascuno di memorizzare canzoni e ritornelli, potrebbe ledere i profitti di editori ed autori. L’unica alternativa, per compiacere i “baroni” della SIAE, potrebbe essere quella di mozzarci le orecchie.SheriffNottingham
Però non ditelo troppo in giro, il ministro Sandro Bondi potrebbe prendervi sul serio. E’ stato proprio il ministro alla cultura, novello sceriffo di Notthingam, a firmare il decreto con il quale viene esteso l’equo compenso. Così il “governo delle libertà” e i politicanti del “meno tasse per tutti” si sono inventati il nuovo balzello. (Ohps! dovrò pagare la Disney per aver utilizzato questa immagine dal cartone animato “Robin Hood”) 

La tassa, che già gravava su CD e DVD vergini, ora colpisce anche il cellulare che, in base alla nuova normativa, diventa un pericoloso strumento atto alla riproduzione di canzoni e film protetti dal “diritto d’autore”. E io che lo usavo per telefonare, sono proprio un pirla!

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Per saperne di più:

http://punto-informatico.it/2777947/PI/News/altroconsumo-no-all-equo-compenso-sui-cellulari.aspx

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830